Lettera dallo Zambia - News dalla Parrocchia di Borgo Maggiore
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Lettera dallo Zambia

Lettera dallo Zambia

24 Marzo / 9 Aprile 2017

A fine marzo 2017, come rappresentante di tutta l’associazione, ho deciso di intraprendere un viaggio in Zambia per poter verificare l’avanzamento dei tanti progetti che “Carità Senza Confini Onlus” con l’indispensabile aiuto delle Suore Francescane Missionarie d’Assisi sostiene in questo meraviglioso paese grazie ai numerosi sponsors sammarinesi e del circondario.

E’ sempre molto complesso poter esprimere a parole le emozioni che si provano durante questi viaggi ma con l’aiuto di Luca e Debora, che mi hanno accompagnato, provo a trasmettervi ciò che abbiamo vissuto.

Sono state sicuramente due settimane impegnative sia dal punto di vista fisico e mentale, però la quantità di amore che abbiamo ricevuto in cambio da tutti coloro che abbiamo incontrato ci ha ripagato di tutte le fatiche!!

Siamo arrivati a Lusaka Sabato 25 marzo ed abbiamo alloggiato nelle stanze che sono state costruite accanto alla San Marino Bakery. In questo breve periodo abbiamo potuto capire come funzioni esattamente il forno, vivendo a stretto contatto con i ragazzi che lavorano e con Piercarlo, il volontario italiano che si occupa della gestione dell’attività. I dipendenti sono 11: 7 panettieri, tre commesse ed un giardiniere ed abbiamo cercato di trasmettere loro l’obiettivo di questo progetto, ovvero dare un impulso all’economia stagnante della comunità, creando opportunità lavorative e distribuendo gratuitamente pane ad orfanotrofi e carceri (il Nunzio Apostolico in Zambia ci ha ringraziato proprio per il lavoro che stiamo portando avanti a favore dei prigionieri).

Vivendo a stretto contatto con questa popolazione abbiamo captato una seria esigenza da parte delle madri di un lavoro ed abbiamo così dato vita ad un nuovo progetto di microcredito “IL FUTURO IN MANO ALLE MAMME”: con 12€/mese potrai sostenere una mamma e la sua famiglia dandole un’opportunità lavorativa.

Durante questi primi giorni abbiamo visitato due strutture sostenute dall’associazione: un orfanotrofio di disabili ed un carcere. Se la prima visita ci ha riempito il cuore con l’amore e l’affetto che abbiamo ricevuto dai bimbi ospitati da questa struttura che abbiamo trovato in ottime condizioni, la seconda visita è stata straziante poiché abbiamo visto con i nostri occhi le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere i prigionieri (110 ragazzi seduti uno attaccato all’altro, in una cella da 6mx6m, senza finestre e per 23 ore al giorno).

Abbiamo avuto anche l’opportunità di visitare un compound (quartiere situato nella zona urbana dove vivono i più poveri) e due scuoline dove abbiamo appreso che la retta scolastica è di 10 Kw al mese (1€), che purtroppo non tutte le famiglie si possono permettere, e che lo stipendio mensile di un insegnante è di 500 Kw (50 €). Abbiamo avuto l’immensa gioia di poter constatare che in una delle due strutture insegna come volontario Eddy Mwananshiku, il ragazzo senza arti che è stato a San Marino diversi anni per curarsi, che ricorda con tanto amore tutte le persone che gli hanno voluto bene.

Gli ultimi giorni del nostro soggiorno sono stati davvero densi di emozioni: abbiamo visitato l’orfanotrofio Sant’Anthony, un centro nutrizionale a Chililabombwe (dove mensilmente migliaia di bambini vengono sfamati con un pasto al giorno), la clinica pediatrica di Makeni inaugurata a fine 2015, un ospedale nella missione di Santa Teresa, il laboratorio Yola-Yoli (gestito da Liberato Zambia 2001 di Ancona, sostenuto dall’associazione, in cui si producono integratori per combattere la malnutrizione infantile)  ed un lebbrosario (villaggio abitato da ormai quasi tutti ex-lebbrosi e dalle loro famiglie che si autosostengono con l’agricoltura e l’allevamento).

Le emozioni provate sono state tantissime, difficili da descrivere e altalenati: dalla pena nell’incontrare lo sguardo vuoto di tanti prigionieri ormai alienati a causa delle pessime condizioni in cui devono trascorrere le loro giornate, alla speranza di poter donare delle condizioni di vita migliori ai bimbi degli orfanotrofi che si gettavano tra le nostre braccia in cerca di un, seppur breve, momento di puro amore; dalla tristezza del sapere che i lebbrosi, seppur guariti da tempo, siano costretti a vivere insieme alle famiglie in un villaggio separato dal resto della società per l’incapacità degli altri di accettare chi è diverso da noi, all’immensa gioia nel poter ammirare centinaia di bambini che consumano il loro unico pasto al giorno e che ringraziano il Signore e danzano per questo!!

Vorremmo sinceramente ringraziare tutti coloro che, dopo aver incontrato almeno una volta quegli occhi bisognosi di cure ed affetto, continuano a non dimenticarli e a lavorare perché possano avere un futuro migliore, ma soprattutto vorremmo ringraziare chi, senza aver mai veduto, ha creduto in questa associazione e ha deciso di percorrere questo faticoso ma entusiasmante cammino insieme a noi!!

Con affetto,

Rita, Luca e Debora

 

        

 

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