Per meglio professare il nostro Credo 4 - News dalla Parrocchia di Borgo Maggiore
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Per meglio professare il nostro Credo 4

Per meglio professare il nostro Credo 4

Giubileo Parrocchiale – 13 maggio 2017

«Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra del Padre»

Stiamo cercando di capire meglio, ormai da alcune settimane, cosa diciamo nel Credo ogni domenica durante la Messa. In particolare, ci soffermiamo oggi sull’articolo relativo alla morte e resurrezione di Gesù.

Vi siete mai chiesti perché tra tutti i nomi, quello di Ponzio Pilato è stato inserito nella nostra “formula di fede”? Non si poteva evitare, dal momento che tanti altri personaggi illustri della storia della salvezza non sono nemmeno citati? Pilato è la più alta garanzia della storicità delle vicende ultime della vita di Gesù. Infatti, il Signore è stato inchiodato secondo l’usanza romana, mentre era governatore della Provincia di Palestina un certo Pilato, appunto. Non possiamo avere dubbi sulla storicità della condanna a morte di Gesù. A causa di quella stessa condanna, inoltre, il Signore è morto ed è stato deposto in un sepolcro. Ma attenzione a ciò che dice sant’Agostino: «Non è gran cosa credere che Cristo è morto; lo credono anche i pagani, i giudei e tutti i malvagi: tutti credono cioè che è morto. La fede dei cristiani sta nella risurrezione di Cristo. Noi riteniamo una cosa grande il credere che è risorto» (Enarrationes in psalmos 120,6).

Il corpo di Gesù, infatti, non ha subito la corruzione della morte, non ha “mandato cattivo odore”, come normalmente avviene il quarto giorno dopo la sepoltura. Gesù è risorto il “terzo giorno”. Questo è attestato dalle Scritture, oltre al racconto dei Vangeli, ci sono molti altri riferimenti nell’Antico e nel Nuovo Testamento, come i salmi 16 e 139, Matteo 12,38-40 o la Prima Lettera ai Corinzi 15,14-17.

Ma dove si trova ora Gesù? Dal giorno dell’Ascensione è in cielo e siede alla destra del Padre. Come abbiamo già detto la settimana scorsa: non sopra le nostre teste! “Il cielo”, “la destra” non sono luoghi fisici, ma sono immagini per dire che il Padre ha apprezzato ciò che Gesù ha fatto. E noi? Apprezziamo convenientemente quanto Gesù ha fatto? Ci ricordiamo di lui nelle nostre giornate? Lo facciamo sedere anche noi alla “nostra destra”, o, quando va bene, gli riserviamo l’ultimo degli sgabelli che abbiamo nelle nostre case?

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