L'ora di Religione: respinte le Istanze d'Arengo - News dalla Parrocchia di Borgo Maggiore
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L’ora di Religione: respinte le Istanze d’Arengo

Questo pomeriggio, il Consiglio Grande e Generale ha trattato le richieste fatte da alcuni cittadini in merito alla possibilità di eliminare o modificare sostanzialmente l’ora di Religione nelle Scuole.

Una questione che ha a che fare non solo con la laicità dello Stato (ben diversa dal laicismo), ma anche con la libertà della Chiesa e la sua importanza a livello culturale per uno Stato che, fino a prova contraria, ha un Santo come fondatore e Principe. Non a caso, del resto, i Capi di Stato si chiamano “Reggenti”, reggendo la Repubblica in nome di San Marino.

Un tema, dunque, “caldo”. E a scaldarlo ci hanno pensato gli stessi cittadini e i bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado che hanno voluto manifestare pubblicamente contro la richiesta di pochi di ridisegnare l’ora di Religione, in spregio volutamente derubricata a “catechismo” dagli stessi estensori delle Istanze d’Arengo.

Il Segretario Podeschi ha ben sottolineato, però che la scuola ha finalità culturali e pedagogiche che l’Insegnamento della Religione Cattolica non solo condivide, ma soddisfa pienamente. È sbagliato, dunque, parlare di “catechismo”, tra l’altro come se questo fosse un di meno: ma mentre questo è legato ad una scelta religiosa, l’IRC è un fatto culturale che contribuisce alla crescita della persona, come la storia, la musica, la letteratura, aiutando, tra l’altro, queste stesse ad essere meglio comprese. Dante, Michelangelo, Manzoni, ma anche autori meno “cristiani” come Montale o Boccaccio o, per fare un esempio a noi molto caro, l’Architetto Michelucci non si capirebbero senza sapere chi è Cristo, cosa rappresenta la Chiesa, quali sono i suoi messaggi e come si è sviluppato nel tempo il vissuto ecclesiale.

La percentuale degli esoneri a questa materia è a San Marino molto bassa: circa il 2%, per la maggior parte si tratta di bambini e ragazzi che appartengono a famiglie legate ai Testimoni di Geova. Il resto non pare avere alcun problema a frequentare questa ora di cultura religiosa.

La maggioranza ha proposto in Consiglio un Ordine del Giorno per aprire un confronto sugli Accordi esistenti in materia di IRC, per parificare gli insegnanti e superare “l’esonero” con l’adozione di un nuovo istituto che assicuri libertà di scelta e proponga un percorso alternativo, relativo ad ambiti attinenti alle diverse culture religiose senza che gli studenti subiscano svantaggi.

Anche il Movimento Rete si è detto, attraverso l’intervento di Marianna Bucci, favorevole all’insegnamento della religione nelle scuole, seppur con qualche “se”.
Mentre il PDCS sottolinea come tale istanza, attraverso l’intervento di Cardelli, appaia piuttosto una rivendicazione storica della sinistra, perché l’insegnamento della religione cattolica  negli ultimi anni ha avuto un percorso di totale laicità.

La votazione delle Istanze è stata favorevole alla libertà dei cittadini sammarinesi di non vedersi menomati nella loro formazione culturale: tutte le Istanze sono state rigettate.
1. L’abolizione dell’ ora di religione.
2. Insegnamento laico alternativo.
3. I costi dell’attività di insegnamento nella Scuola siano assunti dalla Curia.

In questa giornata che potremmo definire “storica”, solo una nota dolente: l’accoglimento delle Istanza d’Arengo con le quali di fatto si va a ledere la libertà della Chiesa che, sebbene operi nel “pubblico” è pur sempre una Istituzione privata.

Per questo, sebbene il Consiglio Grande e Generale abbia deciso di accogliere le cosiddette Istanze sui “funerali”, esse difficilmente potranno tramutarsi in Legge, perché lederebbero i diritti personali di un soggetto privato quale è la Chiesa Cattolica: come si fa, da un punto di vista di legittimità, ad accettare che un privato sia costretto ad accogliere nelle sue pertinenze altri soggetti privati perché possano raccogliere denaro, seppur con finalità alte e filantropiche?
Del resto, come si fa ad obbligare un soggetto privato a dover accettare le condizioni imposte da altri per la realizzazione dei propri scopi come il fatto che uno abbia il diritto di decidere in modo insindacabile e contrario, per altro, alle norme della Chiesa dove venga celebrato il proprio funerale?
In uno Stato di Diritto certe ovvietà, come il fatto che la Chiesa sia libera di decidere come gestire i propri spazi sacri, non sarebbero nemmeno da mettere in discussione.

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