“Perché, voi monti, saltellate come arieti?”. Il terremoto in centro Italia - News dalla Parrocchia di Borgo Maggiore
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“Perché, voi monti, saltellate come arieti?”. Il terremoto in centro Italia

L’esperienza del terremoto e la risposta della Parrocchia di Borgo Maggiore.

È difficile poter parlare in modo asettico di un’esperienza che sta toccando molto da vicino non solo una regione, ma ormai un’intera Nazione. Il crogiolo di sentimenti che abbiamo in questo momento, infatti, è come una lente che dobbiamo “mettere a fuoco”.

Vedere alla televisione i soccorritori scoprire che, dopo diverse ore da un terribile terremoto che ha provocato una valanga di neve tale da distruggere un Hotel, ci siano ancora dei superstiti, ci fa tirare un sospiro di sollievo, ma allo stesso tempo ci strazia la carne se si pensa che due bambini sono rimasti orfani.

Fin dallo scorso agosto, la Parrocchia di Borgo Maggiore si è messa in contatto con il Segretario agli Esteri della Repubblica di San Marino di allora – e lo ha fatto anche recentemente con l’attuale – per mettere a disposizione gratuita delle persone coinvolte nel Terremoto in centro Italia la Casa per gruppi San Michele.

Un gesto che è rimasto più simbolico che reale, solo perché le popolazioni colpite, come anche i TG hanno comunicato più volte, preferiscono rimanere nei paraggi delle loro abitazioni più che allontanarsi oltremodo da ciò che ancora rimane di quelle che un tempo erano chiamate “case”.

Del resto, il fatto che San Marino sia una Repubblica distinta e sovrana non avrebbe posto problemi insormontabili dal punto di vista dei “permessi di soggiorno”, vista anche la legislazione in materia nei confronti dei cittadini con passaporto rilasciato dalla Farnesina.

Ma la Parrocchia non si è limitata solo ad offrire spazi. Dal punto di vista economico, è stata fatta una colletta straordinaria durante le celebrazioni dello scorso 18 settembre, come richiesto anche dalla Conferenza Episcopale Italiana. I barghigiani hanno dimostrato attenzione e partecipazione, dal momento che sono stati raccolti oltre 2000 euro, poi confluiti nel milione di euro che la CEI ha stanziato per aiutare gli sfollati.

Nel periodo natalizio, poi, i ragazzi del catechismo hanno preparato alcuni lavoretti che sono stati successivamente venduti e il cui ricavato, qualche centinaia di euro, è stato destinato ancora una volta ai terremotati. È stato un modo per educare i bambini di elementari e medie alla condivisione e alla solidarietà.

La Parrocchia non si è mai mossa “in solitaria”, né cercando pubblicità: la collaborazione è stata con tutte quelle realtà cattoliche che logisticamente potevano dirigere in modo più efficace il nostro intervento. Così abbiamo naturalmente contattato la Caritas diocesana di San Marino-Montefeltro, l’Azione Cattolica Italiana, l’Agesci; ma anche la protezione civile e le forze istituzionali competenti.

Da questa collaborazione, sempre negli ultimi due mesi e per fare solo alcuni esempi, il Reparto San Marino I (Scout di Borgo) si è reso disponibile per spalare la neve e i nostri ragazzi dell’Azione Cattolica hanno passato il Capodanno con i terremotati e reso il proprio servizio sotto indicazione della Caritas di San Benedetto.

A livello educativo, dunque, i gruppi parrocchiali si sono concentrati sulla trasmissione di quei valori di solidarietà e aiuto concreto che da sempre hanno contraddistinto la Parrocchia di Borgo Maggiore.

La Caritas vicariale, in questo senso, si è resa utile con l’invio pacchi di cibo, medicinali e vestiti, tutto materiale raccolto grazie alla solidarietà dei sammarinesi e in collaborazione con la Colletta alimentare, con la Colletta farmaceutica, la Caritas diocesana e alcuni privati che hanno chiesto però di rimanere nell’anonimato.

L’anonimato che va rispettato e anche apprezzato. È quella capacità di donare senza voler ricevere nemmeno un “grazie”, che poi è la forma più alta di amore che esista su questa terra: dare per il gusto di dare senza voler ricevere nulla in cambio, secondo le parole di Gesù: “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”.

E se oggi abbiamo deciso di raccontare queste cose, in fondo, non è per ricevere un grazie, ma solo per dire, ancora una volta di più, che la forza che ci spinge è l’amore per il Signore. In fondo, è Lui la ragione profonda del nostro agire. Sia nel momento straordinario, che nell’ordinarietà della vita quotidiana.

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