Non soffermarti sul buio della notte, ma sulla luce delle stelle! - News dalla Parrocchia di Borgo Maggiore
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Non soffermarti sul buio della notte, ma sulla luce delle stelle!

Gli Atti degli Apostoli: un aiuto concreto per la nostra vita.

di don Marco Scandelli
Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano
Apparso sul Montefeltro di Dicembre 2016

La società moderna, ormai sazia e disillusa, è così abituata alla critica e alla sottolineatura delle cose che non vanno, che anche noi cristiani, che non siamo “del” mondo, eppure siamo “nel” mondo, spesso facciamo fatica a cogliere i segni del Mistero di Dio che continua ad operare “nonostante tutto”.

Invece, la lettura degli Atti degli Apostoli, che alcuni catechisti della Diocesi hanno cominciato a fare insieme ai nostri bambini e ragazzi anche al di fuori dell’ora classica dell’incontro settimanale, ci sta insegnando che l’uomo e la donna cristiani sono ontologicamente, cioè naturalmente, portati ad avere uno sguardo positivo.

Una posizione umana non solo interessante e avvolgente, fino al punto da coinvolgere e influenzare nel bene tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, ma anche auto-appagante, perché corrispondente all’esigenza d’amore che alberga nel nostro cuore.

San Luca, però, è molto chiaro nel farci comprendere che questa posizione, se da una parte è frutto di una scelta quotidiana (siamo noi che scegliamo di aprirci alla positività, dicendo il nostro “sì” a Dio), dall’altra la stessa si realizza concretamente ed esclusivamente solo perché lo Spirito Santo, autore della vita, è il motore che spinge il mondo verso la sua piena realizzazione; ma non solo: infatti lo Spirito è anche colui che oggettivamente ha preso dimora nel nostro corpo con il Battesimo, noi siamo “Tempio dello Spirito”. Di conseguenza, se lo Spirito sembra non agire, se la nostra vita si sta impoverendo, se la Chiesa stenta a ripartire e a dimostrare il proprio fascino, è solo perché ancora non è stata spostata dal nostro cuore (di singoli e di comunità) la pietra che lo “spirito del mondo” ha deposto su di esso, quando ci ha trasfuso l’abbattimento, l’odio, la divisione, e soprattutto la costante critica contro tutto e contro tutti.

È evidente che le nostre comunità non sono perfette, che la nostra Chiesa diocesana è solo una pallida immagina di quella Gerusalemme celeste alla quale tutti aneliamo. Ma il cammino che in tanti stanno portando avanti, di rinnovamento di sé prima che delle strutture, è il segno che la nostra Chiesa che è in San Marino-Montefeltro non è morta: nessun “Requiem” per noi! Pur incidentati, pur peccatori, pur fragili, siamo una Chiesa viva, perché vivificata dalla presenza dello Spirito, primo dono ai credenti.

Dobbiamo perciò imparare ad avere uno sguardo diverso, attratto dalla santità più che dal peccato: dobbiamo lasciarci guidare dallo Spirito.

In fondo, ciò che ancora ci manca, tante volte, è quello stesso sguardo che istintivamente ciascun uomo ha ogni volta che innalza lo sguardo verso la notte stellata: ciò su cui soffermiamo la nostra attenzione non è mai l’oscurità del cielo, ma lo splendore degli astri. L’attrattiva per noi è la luce delle stelle, anche se il novanta per cento di ciò che vediamo è solo nero e oscurità. Poi, le stelle, pur separate, disegnano forme e suscitano storie e miti. Il sentimento che nasce di fronte a questo spettacolo notturno non è mai la paura o la critica, ma la meraviglia per il creato e il “Magnificat” per il suo Creatore.

La nostra Chiesa non è molto differente rispetto ad una notte stellata: impariamo a vedere i piccoli segni di santità che stanno nascendo qua e la; apprezziamo i legami che questi segni stanno creando; attacchiamoci a coloro che nelle comunità comunicano meraviglia, non criticismo e paura. Solo così impareremo a nostra volta a non indicare ai nostri giovani e bambini l’oscurità del cielo, ma il luccichio della santità che lo Spirito non smette mai di donare a ciascuno di noi.

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