In memoria di Luigi Scandelli, padre di don Marco - Parrocchia di Borgo Maggiore
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In memoria di Luigi Scandelli, padre di don Marco

In memoria di Luigi Scandelli, padre di don Marco

Nella VII della morte di Luigi Scandelli (24-04-40/06-02-18), trascriviamo le parole che don Marco, Parroco di Borgo Maggiore, ha rivolto ai presenti alla fine del Funerale di suo padre, celebrato a Crema, nella Parrocchia di San Carlo Borromeo, giovedì 8 febbraio.

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Il cuore dell’uomo grida l’eternità. Chiede che le cose non finiscano. La cosa più desiderabile per il cuore umano è che ogni cosa, ogni vita, ogni amore, duri “per sempre”, non abbia fine.

È per questo motivo che l’esperienza della morte ci coglierà sempre di sorpresa: non ci si abituerà mai alla morte, sebbene, nascendo, sappiamo che prima o poi la incontreremo.

Il nostro cuore, invece, grida l’eternità. Gesù Cristo con il suo Vangelo non fa altro che dire al nostro cuore che – sì – quello che desidera esiste. L’eternità esiste, c’è! La parola morte non è la parola “fine” sulla vita del mio papà, ma l’inizio della nuova vita. Ogni vita, in Dio, esisterà “per sempre”.

È il nostro cuore che grida l’eternità.

Caro papà,

la tua morte ci ha colti davvero impreparati. Ancora increduli. Ci sembra impossibile, a tratti anche ingiusto. Ma il nostro cuore non smette di riconoscere che ogni giorno passato con te non è cancellato. Anzi. Oggi sono ancora più certo che nulla è stato invano dei tuoi 77 anni, nulla viene buttato dei tuoi 45 anni di matrimonio. Nulla dei 37 anni in cui tu mi sei stato padre amorevole e sempre disponibile.

È vero e non lo potevo credere, ma il vuoto che un padre lascia dietro di sé è un vuoto incolmabile. Non c’è paragone, è inspiegabile. Il papà è il papà. Non vi è spazio per un secondo padre. E per questo, sebbene la fede mi sostenga, il dolore rimane e le lacrime non si fermano.

Eppure Gesù, entrando in questo mondo, ha avuto proprio la pretesa di colmare questo spazio, di colmare lo spazio vuoto che si trova dentro il nostro cuore, assetato e insaziabile. La voragine che sento dentro da due giorni la può colmare solo Dio. Per questo sono diventato sacerdote: perché il Signore ci ha promesso che ogni circostanza ha un senso. Sebbene oggi non sappia rispondere al perché della tua morte, so che anch’essa nel disegno di Dio ha un senso.

“Non si perdono mai

Coloro che amiamo,

perché possiamo amarli

in Colui che non si può perdere”.

È la frase di sant’Agostino che più di tutte ho ripetuto nella preghiera in questi giorni. Quanta consolazione nel sapere che in Dio non ti abbiamo perso: tu sei presente nella nostra vita, anche se in modo diverso, perché “la vita non è tolta, ma trasformata”. Spesso per me, che vivo lontano, in questi anni la tua presenza è consistita solo in telefonate fugaci. Come quella che ci siamo fatti domenica a mezzogiorno. L’ultima volta in cui ho sentito la tua voce. Ora so che ogni volta che avrò voglia di parlarti, tu sarai lì ad ascoltarmi, perché so che posso continuare ad amarti in Colui che è sempre con noi.

Papà. Mi hai donato tanto. La vita. L’amore. Una famiglia unita. Un fratello. Tanti dei tuoi pregi e sicuramente anche dei difetti. In questi giorni, parlando con le persone, ho scoperto che siamo molto più simili di quanto non pensassi. Insieme alla mamma mi hai regalato un calice per la mia ordinazione. Oggi abbiamo usato quel calice. In quel calice Gesù è divenuto sangue. Il sangue che redime, che perdona, che non tiene conto del male fatto, ma solo dell’amore donato. E quanto amore hai dato alla tua famiglia e alle persone che ti hanno conosciuto. Quel calice è stato alzato per te e d’ora in poi ogni volta che alzerò un Calice non potrò non pensare a te.

Possiamo dire che oggi è toccato a me farti un po’ da papà: come tu, da padre, mi hai introdotto nel mondo donandomi la vita, così io, con questo funerale, oggi ti introduco nella vita eterna!

Caro papà,

quando ero in seminario, un giorno ho sentito parlare di una tradizione che ho voluto rispettare. Tra le mani, perciò, questa mattina ti ho messo una stola viola, la stessa che stiamo indossando ora noi sacerdoti, la stessa stola con cui ho ascoltato tante confessioni e con cui ho risollevato tanti peccatori pentiti.

Quella stola adesso presentala al Signore, digli che tu hai donato un figlio alla Chiesa, digli che con quella stola tuo figlio salva le anime. Dio non potrà non farti entrare, non potrà non riconoscerti tra gli eletti, non potrà non farti sedere tra i santi.

Grazie papà per tutto ciò che hai fatto in questa vita. Ci rivedremo un giorno in Dio e così, io, Maurizio e la mamma potremo di nuovo godere del tuo abbraccio.

Cari amici,

a nome della mia famiglia, vorrei ringraziarvi per aver partecipato al nostro dolore di questi giorni.

Vorrei ringraziare in particolare i sacerdoti presenti, venuti anche da luoghi lontani, come la Croazia, o dalla mia Diocesi, San Marino-Montefeltro. E con loro i miei parrocchiani di Borgo Maggiore, gli amici di Pennabilli e del Montefeltro.

Un ringraziamento particolare al Parroco, don Maurizio, e al vicario parrocchiale, don Nicholas. Ringrazio tutti i sacerdoti presenti. Ringrazio anche tutti coloro che non sono potuti venire perché lontani o indisposti. In tanti stanno celebrando la Messa in diversi luoghi, proprio ora, in suffragio di mio papà.

Un ringraziamento speciale a don Alberto che ha concesso a mio papà il sacramento dell’Unzione degli Infermi e l’indulgenza plenaria, domenica sera, la sera del ricovero. E a don Pier Luigi per aver pregato con noi in rianimazione.

Ringraziamo il mio Vescovo, mons. Andrea Turazzi, il Vescovo di Crema, Daniele, che si è fatto presente attraverso un commovente messaggio, e il caro amico mons. Franco Manenti che ci è sempre stato vicino, sebbene ora lontano.

Ringraziamo poi il reparto di rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Crema. Ci sentiamo in dovere di ringraziare il dottor Piantelli, medico di famiglia, per tutto ciò che ha fatto.

La lista sarebbe lunga. In questi giorni ci siamo sentiti amati, coccolati, abbiamo ricevuto tanti messaggi di cordoglio e in tanti, in diverse parti del mondo, dall’Africa all’America, dall’Asia all’Australia, hanno pregato e stanno pregando per l’anima del mio papà Gigi.

A tutti diciamo il nostro grazie e che Dio – se è vero che basta dare con amore un bicchiere di acqua per avere in eredità la vita eterna –  ve ne renda merito.

1Comment
  • Don Emmanuel Murmu
    Posted at 19:14h, 13 febbraio Rispondi

    Grazie don Marco, condivido pienamente il tuo dolore e speranza. Puoi contare su di me. Sono vicino a te e ti abbraccio forte forte. Andiamo avanti. Robert Frost dice: the Woods are lovely dark and deep, but I have promise to keep and miles to go before I sleep ….!!!! Grazie di cuore !!!!

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