Vogliamo battezzare nostro figlio! - Parrocchia di Borgo Maggiore
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Vogliamo battezzare nostro figlio!

“Vogliamo battezzare nostro figlio!”

Una grande occasione d’incontro

di Don Marco Scandelli


Apparso su Il Montefeltro di novembre 2017


 

Nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, testo che sta guidando il rinnovamento della nostra Chiesa diocesana, il Santo Padre continuamente richiama ogni cristiano (non solo i preti!) ad una conversione, anche nelle strutture e nell’organizzazione, perché ciascuno divenga protagonista, dal momento che tutti siamo “discepoli missionari” e non “alcuni discepoli ed altri missionari” (cfr. EG 119-121).

In questo senso, particolarmente significativi sono i passaggi che riguardano la “pastorale in conversione” (nn. 25-33) ed in specifico proprio la “riforma e l’adattamento” delle parrocchie (n. 28).

Con il suo fare semplice ma incisivo, Papa Francesco ci sprona a non stare con le mani in mano, ma a tentare sempre nuove strade ed essere così pronti ad incontrare le persone del nostro tempo che magari si avvicinano alla Chiesa senza sapere neppure bene il perché. Ecco perché non voglio ora proporre delle soluzioni, ma indicare una direzione da percorrere, lasciandoci guidare dalla creatività che suscita lo Spirito in noi.

Tra questi momenti di conversione pastorale, indubbiamente la nascita di un bambino e la decisione di farlo battezzare da parte dei genitori è uno dei più significativi. Una nuova vita è motivo di grande gioia, ma anche di preoccupazione: un figlio chiede a ciascuno di cambiare, perché bisogna “fare spazio” nella quotidianità e nelle proprie abitudini a una creatura libera e che non si può comandare, con esigenze e aspettative particolari e diverse da chiunque altro. Ogni bambino, infatti, è unico: non ci fu mai, prima d’ora, una persona come lui e dopo di lui non ci sarà mai nessuno uguale! Ecco perché, tra l’altro, la vita va difesa fin dal suo concepimento, soprattutto quando il bimbo che si aspetta è più indifeso e fragile a causa di malattie o malformazioni.

Ma una vita che nasce è anche l’occasione preziosa per le Comunità parrocchiali per farsi incontro alle giovani coppie: la maggior parte di esse, infatti, ancora oggi fa la scelta – consapevolmente o meno – del battesimo. Dobbiamo, perciò, renderci conto che il primo contatto delle nuove famiglie con la parrocchia spesso è proprio per la celebrazione del battesimo. Come comunità cristiana è necessario essere “preparati” per accogliere queste persone.

Un invito che vorrei pertanto rivolgere a te che stai leggendo queste riflessione è quello di renderti conto di quale grande dono ti ha fatto il Signore con il battesimo, ma allo stesso tempo, come sempre ci diciamo, quando Dio ci dona qualcosa lo fa perché a nostra volta sappiamo ri-donarlo. Sarebbe bello che in ogni Comunità parrocchiale nascessero i cosiddetti “catechisti battesimali”, persone, cioè, che affascinate dalla Presenza di Gesù in mezzo a noi, insieme al Parroco, incontrano le giovani coppie per aiutarle a prendere coscienza di che cosa significhi veramente chiedere il battesimo. Senza giudicare il loro status, ma magari aiutandole anche nel discernimento perché arrivino alla piena maturazione del loro rapporto di amore chiedendo così il sacramento del Matrimonio, nel caso non l’abbiano ancora ricevuto.

Il modo più convincente per essere missionari, del resto, è proprio il diventare discepoli! Non è un controsenso e le parole di Gesù sulla vite e suoi tralci in essa innestati sono  molto pertinenti: noi tutti possiamo generare nuovi ed autentici cristiani solo se rimaniamo attaccati alla vite che è Gesù per mezzo della Chiesa, nella sequela e nell’ascolto di quanto ci dice il Papa e nel filiale amore che si trasforma in “unità” con il nostro Vescovo.

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