Le "cose ovvie"... per meglio vivere il tempo liturgico... - Parrocchia di Borgo Maggiore
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Le “cose ovvie”… per meglio vivere il tempo liturgico…

Le “cose ovvie”.

Una volta lessi che chi non è disposto a scegliere di portare il gioco “dolce” di Gesù, perché vuole essere “più libero” ed autodeterminarsi, in realtà sarà condannato ad essere soggiogato con forza (senza poter scegliere) dai tanti poteri che ci sono in questo mondo: la moda, il successo, ma soprattutto la stupidità!

Quanta stupidità in giro: eppure, come dice il proverbio, “piuttosto che aprire la bocca e confermare agli altri di essere uno stupido, meglio tacere e passare per intelligente”. Vediamo, infatti, che l’utilizzo di strumenti come Internet non fanno altro che mettere un megafono nelle mani dei tanti che altrimenti non saprebbero nemmeno a chi raccontare le proprie idee malsane.

Cari amici, Gesù continuamente semina la fede e ci dona la capacità di giudicare le cose in modo vero. Ma dobbiamo stare molto attenti. Siamo in un tempo nel quale anche le cose “ovvie” hanno bisogno di spiegazioni. Un tempo non era necessario spiegare cosa fosse una “famiglia”. Oggi nessuno vuole vedere l’ovvio e così nascono modelli alternativi di famiglia. Un tempo i malati e i sofferenti erano non solo rispettati ma accuditi e amati fino alla fine. Oggi, invece, non si vede l’ora che tornino al Creatore, così ci si libera di un peso. Una volta non c’era bisogno di educare al rispetto per chi ha delle responsabilità civili, militari e religiose, oggi, invece, non vi è più rispetto nemmeno per i propri genitori. Un tempo era impensabile lasciare la Messa, contravvenendo al precetto domenicale che è anche peccato mortale: oggi con molta leggerezza si viene a ricevere l’Eucaristia anche se non ci si confessa da secoli.

Ma, attenzione: il punto non è “fare” queste cose così da essere annoverati fra i bravi. La questione è cominciare ad educarsi a riconoscere tali ovvietà così da viverle con serenità e senza imposizione. Questo è il vero giogo dolce di Gesù, infatti: desiderare con libertà di corrispondere al suo amore.

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